Condizione patologia in cui la persona rifiuta il cibo con conseguente significativa perdita del peso (con conseguente sintomatologia fisica mentale connessa) come tentativo di fuga o gestione-controllo di disagi legati a sensibilità emotiva, relazionale ecc. in soggetti con tendenza al perfezionismo.
Sebbene la persona possa vivere un primo momento di “ luna di miele”, in cui percepisce un forte benessere, nel tempo questa condizione varia diventando un irrefrenabile compulsione.
Importante considerare l’età di insorgenza del disturbo (anoressia giovanile e anoressia adulta) e la presenza o meno di ricoveri clinici.
Attualmente esistono varie tipologie di disturbo anoressico:
- Anoressia pura, in cui il principale fattore di aggravamento è la restrizione alimentare
- Anoressia con exercising, in cui è l’attività motoria, il principale fattore di mantenimento e aggravamento
Vi sono poi due ulteriori sottotipi:
- Anoressia con binge eating, in cui episodi di abbuffata incrementano restrizione o attività motoria
- Anoressia con vomiting, in cui il vomito può essere una modalità per contenere gli effetti sul peso, ma non viene percepita come gradevole
Tale disturbo è differenziabile dalla bulimia, dal binge eating e dal vomiting, sebbene possono esserci momenti di alternanza tra i vari disturbi.
→ La Psicoterapia Breve Strategica, attraverso l’utilizzo della logica del disturbo e di specifici protocolli di intervento, lavora per sbloccare l’equilibrio disfunzionale e a creare abitudini alimentari, di movimento, di gestione emotiva, relazionale ecc. che passano strutturare una nuova duratura realtà. Spesso si rivela utile un coinvolgimento dei familiari presenti, nella gestione di molte difficoltà connesse.